Colesterolo

IPERCOLESTEROLEMIA

CHE COSA È IL COLESTEROLO

• La parola colesterolo deriva dal greco chole (bile) e stereos (solido). È di colore bianco ed ha la consistenza simile a quella della cera.
• Pericoli del colesterolo: il colesterolo totale ha una importanza relativa, ciò che conta maggiormente è l’indice di rischio cardiovascolare. Questo è determinato dal rapporto tra il colesterolo totale e il colesterolo buono (HDL). Questo rapporto è bene che sia inferiore a 5 per gli uomini e inferiore a 4.5 per le donne. Perciò se è presente un colesterolo totale di 240 mg/dl e un colesterolo HDL di 80 mg/dl si ha un indice di rischio cardiovascolare pari a 3.

FUNZIONI DEL COLESTESTEROLO

• È un grasso fondamentale per la salute perché partecipa a numerose funzioni:
 Partecipa alla produzione di vitamina D, utile per le ossa.
 Favorisce la costruzione della parete cellulare (specialmente quella del sistema nervoso).
 È la sostanza base per la sintesi degli ormoni steroidei come aldosterone, cortisone, testosterone. È per questo motivo che il rischio cardiovascolare negli uomini è più elevato e sale dopo la menopausa delle donne (diminuiscono i livelli di estrogeni e salgono quelli degli ormoni androgeni).
 Partecipa alla produzione di bile, sostanza che serve a emulsionare i lipidi alimentari
 È aggregato a due tipi principali di lipoproteine: LDL e HDL..
o Le LDL facilitano la permanenza del colesterolo all’interno delle arterie, favorendo la formazione di placche aterosclerotiche.
o Le HDL non lasciano circolare il colesterolo nelle arterie, ma ne favorisce l’eliminazione.

BIOSINTESI DEL COLESTEROLO

• L’influenza dell’alimentazione sulla colesterolemia totale arriva al 15-20%.
• L’enzima epatico che controlla la sintesi del colesterolo si chiama HMG-CoA-reduttasi. La scoperta della sua azione nel controllare la quantità di colesterolo prodotto dal fegato valse un premio Nobel per la medicina nel 1985.
• La produzione maggiore del colesterolo nell’organismo è frutto di una biosintesi endogena, la quale prevede una complessa serie di reazioni.
HMG-COA E ASSE INSULINA-GLUCAGONE
• L’enzima HMG-CoA è modulato da un asse ormonale chiamato insulina-glucagone.
• L’insulina attiva l’enzima HMG-CoA, stimolando il fegato a produrre più colesterolo a livello endogeno.
• Il glucagone inibisce l’enzima HMG-CoA, causando l’effetto contrario.
INSULINA-GLUCAGONE (PARTE INTEGRANTE DI UN MECCANISMO OMEOSTATICO DEL GLUCOSIO)
L’insulina e il glucagone sono due ormoni endocrini, rilasciati dal pancreas. Questi due ormoni agiscono in maniera opposta, sono antagonisti in ogni azione metabolica al fine di mantenere i livelli di glucosio nel sangue prossochè costanti.
• Durante il giorno, ogni volta che mangiamo, i livelli di glucosio nel sangue tendono a salire. L’insulina viene secreta dal pancreas al fine di abbassare i livelli di glucosio ematici e convertirli in glicogeno.
L’insulina può per questo motivo essere considerato l’ormone dell’accumolo.
• Durante la notte, quando non si mangia nulla, il glicogeno epatico è trasformato in glucosio ematico da parte del glucagone.
Il glucagone può per questo motivo essere considerato l’ormone del consumo.
o Assieme al glucagone agiscono altri ormoni controinsulari come il cortisolo, adrenalina.
 GLICOGENO: esistono nel corpo 400-500 grammi di carboidrati sotto forma di glicogeno, il quale è un polisaccaride.
o 2-5 grammi è il glucosio ematico.
o 80-100 grammi è il glucosio depositato nel fegato, chiamato glicogeno epatico.
o 250-400 grammi è il glucosio depositato nei muscoli, chiamato glicogeno muscolare.

 GHIANDOLE SURRENALI: sono due piccole ghiandole collocate superiormente al rene e sono costituite di un tessuto neuroendocrino strettamente correlato al sistema nervoso simpatico. Oltre alla attività secretiva ormonale, svolta in collaborazione con l’ipofisi, il surrene elabora gli enzimi necessari alla sintesi degli stessi ed alla loro trasformazione.
o Il colesterolo viene anch’esso enzimaticamente trasformato in glucocorticoidi, mineralcorticoidi ed ormoni sessuali.

EQUILIBRARE L’ASSE ORMONALE INSULINA-GLUCAGONE

• I livelli di insulina sono controllati dal glucagone.
• I livelli di glucagone sono incrementati dall’assunzione proteica.
• I livelli di insulina sono incrementati dall’assunzione di carboidrati.
• È quindi importante attraverso l’alimentazione ricercare gli alimenti che hanno un basso indice glicemico (per non stimolare la produzione eccessiva di insulina) ed assumere un adeguato quantitativo proteico ad ogni pasto (per stimolare la produzione di glucagone).

LIMITI DELLA DIETA

• I consigli alimentari che verranno esposti di seguito sono indicati per le persone che presentano le seguenti caratteristiche:
o Persone sedentarie o che non praticano regolarmente sport.
o Persone che sono soggette a picchi glicemici dopo l’ingestione di piccole dosi di carboidrati.
o Elevato colesterolo, nonostante dieta vegetariana, vegana.
o Sovrappeso.

LIMITI DIETA “LA ZONA”

• Rispettando i rapporti di Sears, si limita l’azione dell’insulina, ma si obbliga in tal modo il corpo a trasformare le proteine e i grassi in carboidrati (la trasformazione origina scorie).
• Bisogna considerare che l’insulina non agisce solo sul glucosio ematico (misurabile attraverso la glicemia).
o La secrezione di insulina aumenta anche la formazione di glicogeno, a spese del glucosio ematico.
• L’insulina prima di passare alla trasformazione del grasso riempie le scorte di glicogeno epatico e muscolare. Perciò la dieta “La zona” è preferibile farla adottare in chi è sovrappeso perché le scorte di glicogeno sono già riempite.
• Gli sportivi hanno bisogno di più carboidrati (anche di quelli semplici ad alto indice glicemico come datteri e fichi) per velocizzare i tempi di recupero del glicogeno muscolare ed epatico. La stessa muscolatura durante gli sforzi utilizza il glicogeno muscolare ed epatico.
• Nella dieta “La zona” non si tiene in considerazione la provenienza delle proteine, se vegetali o animali, ma si guarda solo alla quantità.

CIBI SCONSIGLIATI

• Carni grasse, affumicate di ogni tipo (ricche di grassi saturi e colesterolo).
• Molluschi e crostacei come vongole, polpi, seppie, calamari, aragoste, scampi (ricchi di grassi saturi e colesterolo).
• Bibite gassate, dolciumi, cioccolato, dolcificanti (stimolano la produzione endogena di colesterolo).
• Cereali raffinati come pane, pizza, pasta (stimolano la produzione endogena di colesterolo).
• Burro, latticini di ogni genere (grassi saturi), strutto, margarine (grassi idrogenati).
• Vino, birra, caffè (agenti irritanti la mucosa e produttori di acidità).
• Evitare le diete drastiche ipocaloriche perché favoriscono la stasi biliare che porta alla formazione di calcoli.

CIBI CONSIGLIATI

• FIBRE SOLUBILI (verdura e frutta) E FIBRE INSOLUBILI (cereali, legumi).
o Riducono l’indice glicemico dei carboidrati.
o Riducono l’assorbimento e la produzione di colesterolo.
o Promuovono un lento assorbimento dei nutrienti.
• Agrumi ricchi di vitamina C come pompelmi, arance, limoni che riducono la formazione di calcoli.
• Verdure amare per depurare il fegato e fluidificare la bille (carciofi, cicoria, radicchio, tarassaco).
• Cereali ricchi di betaglucani, costituenti delle fibre solubili presenti nell’avena (crusca di avena) e nell’orzo mondo. Limitano l’assorbimento intestinale di colesterolo e acidi biliari. Inoltre la flora batterica intestinale li fa fermentare, trasformandoli in acidi grassi a catena corta che, una volta assorbiti a livello intestinale e vengono inviati direttamente a livello della vena porta fino al fegato. Qui inibiscono la produzione di colesterolo epatica.
• Steroli vegetali o fitosteroli, derivanti da oli vegetali (olio di oliva, olio di riso, lecitina di soia, noci, mandorle) e verdure (broccoli, cavolfiori, cavolini di bruxelles). Studi scientifici hanno dimostrato che i steroli vegetali riducono il colesterolo LDL, pricipalmente perché diminuiscono il suo assorbimento e alterano gli enzimi implicati nella sua produzione.
• Un litro e mezzo o due al giorno di acqua bicarbonato–alcalina, che riduce l’acidità della bile (bevuta a piccoli sorsi lontano dai pasti e a temperatura ambiente).
• Pectina derivante da mele, mele cotogne, prugne, albicocche, buccia di agrumi. Tale sostanza a livello intestinale è indigeribile, ma intrappola una certa quota di acidi biliari, ostacolandone il riassorbimento e favorendone l’eliminazione con le feci. In condizioni normali infatti, solo una piccola parte degli acidi biliari viene eliminata con le feci; questa quota è rappresentata dall’acido litocolico. La rimanente parte degli acidi biliari vengono riassorbiti e giunti a livello epatico sono nuovamente riciclati e secreti nella bile (circolo enteropatico degli acidi billiari). È importante tenere in considerazione che la nuova sintesi degli acidi biliari risulta tanto più stimolata quanto minore è la quota di acidi biliari riciclati. Alti livelli ematici di acidi biliari infatti, si registrano in presenza di epatite A, epatite B, epatopatie e nella colestasi (dove un calcolo impedisce il deflusso di bile nell’intestino).
o gli acidi biliari sono prodotti dal fegato a partire dal colesterolo e assieme ai sali biliari costituiscono la maggior parte della bile. La funzione principale degli acidi biliari è quella di disperdere in soluzione acquosa i lipidi.
• L’aglio possiede una attività tale da diminuire l’ipercolesterolemia, l’ipertrigliceridemia ed ha una azione antiaggregante piastrinica, antitrombotica e normalizzante della pressione arteriosa.
• Vitamina B7 (colina) contenuta nella verdura a foglia verde, la lecitina di soia, i legumi, i fagioli di soia, il germe di grano. E’ fondamentale per il trasporto dei grassi e del colesterolo e per il normale funzionamento della cistifellea. Riduce il colesterolo LDL e aumenta quello HDL.

INTEGRATORI CONSIGLIATI

• Riso rosso fermentato integrale. Contiene steroli vegetali ed ha la proprietà di agire come parziale inibitore competitivo dell’enzima HMG-CoA riduttasi. Di conseguenza l’intera sintesi del colesterolo viene controllata.
• Vitamina C, vitamina E, coenzima Q10. Queste sostanze hanno un effetto antiossidante e proteggono l’organismo da radicali liberi.
• Policosanoli. Sono sostanze naturali presenti in diverse cere vegetali ed in modo paticolare nella canna da zucchero. Le proprietà attribuite ai policosanoli sono quelle di ridurre il colesterolo LDL ed aumentare quello HDL.
• Polifenoli. Sono una categoria di sostanze antiossidanti presenti nei vegetali. Sono incluse le seguenti sostanze:
o Catechine presenti nel thé.
o Resveratrolo. È una sostanza contenuta nella buccia d’uva e in ridotte quantità nel vino rosso.
o Quercetina, presente nelle cipolle.
• Gomma guggul. È una oleoresina gommosa ottenuta per incisione del tronco di un albero che cresce nel nord-est dell’India e in Pakistan. Ha proprietà di diminuire il colesterolo LDL, aumentando il colesterolo HDL. Questa azione è dovuta in parte a due fattori:
o Aumento dei recettori per le LDL posti sulla superficie degli epatociti.
o Stimolo della funzionalità della tiroide, i cui ormoni hanno un effetto ipocolesterolemizzante. In questo caso non si tratta di tiroxina (T 4), ma di T 3 la quale si forma principalmente a livello epatico.

 Attività fisica di tipo aeorobico di media intensità (non basta di lieve intensità). È importante che sia quotidiana e duri almeno un tempo compreso tra i venti e i quaranta minuti.