Pittura

L’essenza della pittura è il colore.
L’essenza del colore
è l’incontro tra Materia e Spirito.
(Giovanni Peccarisio)

Il genere di pittura ad acquerello del Maestro Giovanni Peccarisio nel suo processo e nei suoi contenuti si basa sulla ” Teoria dei colori ” di Goethe approfondita ed ampliata da Rudolf Steiner, il fondatore dell’ Antroposofia.
La Teoria dei colori di Goethe consta di due punti fondamentali.
1° – ” Il colore nasce nel sofferto incontro tra luce e tenebra “.
In Natura questo fenomeno si può riscontrare soltanto in tre casi:
– all’alba quando la luce del giorno si scontra con le ombre della notte;
– al tramonto quando le tenebre vincono la luce;
– infine durante un temporale, quando la luce del sole va a cozzare con violenza contro il
buio delle nuvole piene di pioggia, facendo nascere l’arcobaleno.
Questi sono gli unici casi in cui si vedono, in Natura, i fondamentali sette colori attualmente conosciuti: rosso, arancio, giallo, verde, blu, indaco, viola.
2° – ” Il colore ha un’azione sensibile e morale “.
Ciò significa che abbandonandosi all’intima natura del colore ciascuna persona può sentir nascere in se stessa un ben determinato sentimento o un impulso morale. Il rosso ad esempio porta incontro all’ anima un sentimento di coraggio. Inoltre dà forza e vitalità.
Il blu invece porta incontro all’anima un sentimento di devozione e dona tranquillità, serenità. Così avviene per ogni altro colore secondo le sue intrinseche qualità.

A tutto ciò Rudolf Steiner aggiunse l’elaborazione ricavata dalle sue ricerche scientifico-spirituali che possono essere riassunte in tre punti fondamentali.
1° – Ciascun colore dell’iride ha un proprio movimento archetipico e la forma
pittorica risultante è in stretto rapporto con la natura del colore stesso.
2° – I colori si possono suddividere in due grandi categorie: colori splendore
e colori immagine.
I colori splendore sono i colori primari rosso, giallo e blu. Essi hanno una luminosità
intrinseca e non rappresentano che se stessi.
I colori immagine invece – la parola stessa lo dice- rappresentano sempre qualcosa.
Ad esempio il verde è l’immagine del manto vegetale, il rosa dell’incarnato umano e
così via dicendo per ogni colore immagine.
3° – Forme e figure in un quadro nascono dall’incontro dei colori.
Il processo pittorico tradizionale ha sempre avuto origine in passato, e ancora oggi in parte, da una idea iniziale, figurativa o astratta.
In questo nuovo genere di pittura il punto di partenza invece è il colore stesso.
Non più un’ idea bensì un sentimento alla base dell’impulso creativo, in armonia col presupposto che l’Arte ha le sue radici nel sentimento e non nell’idea ( pensiero).

Il Maestro Giovanni Peccarisio rifacendosi a queste premesse le ha ulteriormente elaborate e personalizzate denominando la sua pittura metamorfico-dinamica.
Il colore o i colori si combinano, si compongono tra loro secondo le loro proprie leggi e giungono
attraverso continue metamorfosi, proprio come avviene in Natura, alla forma astratta da cui sorgono poi le figure.
Solo al momento finale perciò entra in gioco il pensiero dell’artista stimolato a manifestare
le proprie idee dall’insieme dei colori formatisi quindi non a caso, come si potrebbe facilmente
pensare, bensì nel pieno rispetto delle loro dinamiche.
Il Maestro Peccarisio ha scelto l’uso dell’acquerello tra le varie tecniche pittoriche proprio perché l’acquerello permette di cogliere al meglio il processo pittorico che si verifica in Natura.

Il processo pittorico tradizionale ha avuto origine nel passato, e in parte tuttora, da una idea iniziale figurativa o astratta che poi viene definita mediante il colore.
In questo nuovo genere di pittura ad acquerello il punto di partenza è il colore stesso.
In un quadro i colori mano a mano si combinano, si compongono tra loro secondo le loro proprie leggi e solo alla fine giungono, attraverso continue metamorfosi alla forma.
Questa moderna pittura non origina più da un’idea a priori bensì da un sentimento, in armonia col presupposto che l’Arte ha le sue radici nel sentimento e non nell’idea.
Nei quadri perciò le figure nascono, come detto, dal colore stesso.
Esse però non nascono mai per caso, per combinazione: è sempre l’anima di chi dipinge, è la sua sensibilità che, scegliendo certe forme fra infinite possibilità, le porta alla luce.

Il metodo del Maestro Peccarisio, messo a disposizione degli allievi, permette a persone di qualsiasi età, anche a coloro che non abbiano mai preso in mano un pennello, di far conoscenza con il mondo del colore.
Il processo è progressivo e perciò, fin dall’inizio, si ottengono risultati più che soddisfacenti.
Con il crescere e l’affinarsi delle capacità, l’allievo arriva a cogliere in modo sempre più profondo le leggi nascoste che regolano la vita del colore.
Queste, applicate correttamente, fanno sorgere forme armoniose e belle nei loro dipinti: questo trovato equilibrio si riverserà poi, in modo salutare, anche nell’anima di chi dipinge.
Il risultato finale non presenterà in alcun caso una situazione che non sia voluta da chi sta dipingendo; non nasceranno cioè delle figure nate per caso, per combinazione ma solo per una scelta voluta coscientemente.
I dipinti realizzati recheranno sempre l’impronta della personalità di chi li ha eseguiti.
E’ questa la sintesi e lo scopo di tutto questo processo pittorico.

Nei corsi gli allievi sono seguiti individualmente e perciò il numero dei partecipanti è molto contenuto.
Guidati dal Maestro gli allievi imparano il più giusto accostamento dei colori, imparano a riconoscere l’azione sensibile e morale di ciascun colore, imparano a rappresentarli seguendo i loro movimenti archetipici e così via.
Non occorre quindi, conoscendo ed applicando tali principi, saper disegnare per dipingere ad acquerello aiutati dal suo metodo di pittura metamorfica.
Anche per questo motivo la pittura diventa accessibile a qualsiasi persona, non importa quali
siano le capacità o le predisposizioni pittoriche.
Il nuovo metodo non porta quindi ad avere disegni riempiti di colore, bensì forme e figure nate dai colori stessi.
Il risultato finale delle creazioni soddisfa sempre l’allievo, qualsiasi sia il suo livello di capacità
e, al contempo, lo stimola all’azione creativa in tutte le manifestazioni della sua vita.

Da tali premesse risulta chiaramente comprensibile come il metodo del Maestro, quando si rivolge al mondo dei bambini e sia applicato tenendo in giusto conto le basi pedagogiche, possa procurare un apprendimento gioioso, stimolante in alcuni casi, calmante in altri, lasciando su di essi un’impressione quasi magica del colore.
Anche ad adulti o bambini aventi particolari difficoltà, questo metodo ha portato notevoli benefici giacché, pur basandosi su leggi universali, tiene però in massimo conto le reali, singole capacità degli allievi.
Adulti o bambini, persone dotate o meno di abilità pittoriche, possono così sviluppare sani sentimenti artistici che portano ad amare il Bello, consentendo a tutti una crescita verso la Creatività individuale.